Non c’è accenno alcuno nella mail del sig. Margiotta sull’errore di fondo della sua critica, che è molto semplice. Ha sbagliato raccontando cose non vere sulla Corsa in Rosa, titolando il suo pensiero con un perentorio “Clamoroso flop annunciato”. Arrampicarsi sugli specchi non serve. A differenza di Margiotta mi attengo ai fatti.
1) Ha scritto che le partecipanti erano 33. Bugia: erano 117.
2) Ha scritto che dovrei “avere il coraggio di ammettere e chiamare col proprio nome ciò che è accaduto”. Rispolvero la classica frase del “bue che dà del cornuto all’asino”. Rilegga cosa ha scritto lui sulla Corsa in Rosa.
3) Sull’obiezione che Margiotta fa riguardo la scelta della data c’è un altro errore. Se è vero che, come scrive, “Non avrò la possibilità di verifica….” esclude automaticamente quello che scrive subito dopo, e cioè che “…il successo sarebbe stato SICURAMENTE maggiore…”. Come fa ad affermarlo senza verifica?
Il diritto di critica dovrebbe essere usato - naturalmente A MIO PARERE - con estrema cautela e mai prima di aver analizzato bene i diversi aspetti che possono portare a esprimere un giudizio negativo su questa o quella organizzazione. Comprendo le difficoltà degli organizzatori, essendo anche io uno di loro. Spesso devono affrontare problematiche complesse, burocrazie di vario genere, situazioni climatiche e ambientali difficili, concorrenti come Margiotta e molto altro ancora.
Sono questi i motivi per cui prendo le distanze da chi non hai mai organizzato nulla in prima persona e quindi non conosce i problemi. Nonostante ciò si ostina a criticare, spesso facendolo senza neppure essere presente (come Margiotta a Udine) alla manifestazione presa di mira. Quel che è peggio è che ci si nasconde dietro affermazioni del tipo: “la mia riflessione voleva solo essere costruttiva”. Io credo che sarebbe più “costruttivo” lavorare in queste associazioni di volontariato che domenicalmente, grazie al loro impegno, danno l’opportunità anche a Margiotta di correre e divertirsi…
Renato Bonin