1° ottobre 2000. Si corre a Udine la prima Maratonina, in contemporanea con la Maratona olimpica di Sidney. A promuoverla non è una società di atletica, bensì il Lions Club Udine Duomo. La presidente del club, Elettra Venuti, intravvede nella manifestazione sportiva la possibilità di promuovere l'immagine di Udine e del Friuli Venezia Giulia, avvicinando la gente – specie i giovani – alla regina degli sport. Non meno importante è l'opportunità di suscitare la solidarietà, devolvendo l'utile della rassegna in beneficenza.
Finalità grazie alle quali Aristide Orzincolo, presidente del Comitato organizzatore, non ha difficoltà a trovare proseliti, sia sul piano operativo – Comune di Udine, Polisportiva Studentesca Udinese e Sezione di Udine dell'Associazione Nazionale Alpini – , sia sul piano economico – Banca Popolare Udinese -, lo sponsor ufficiale.
Per mettere Udine sotto i riflettori, però, non è sufficiente chiamare la Maratonina "Città di Udine". C'è bisogno di una corsa internazionale, con atleti di fama e prestazioni tra le migliori al mondo. Per i risultati cronometrici, vengono studiati un percorso veloce, anzi velocissimo. La pendenza massima è del 6 per mille e si concentra tutta nei primi chilometri.
Ottimo il tempo del vincitore Kosgei, con un'ora e 22'', che alla fine dell'anno metterà Udine al secondo posto tra le mezze maratone del 2000 dietro Malmoe. Del resto Kosgei, in passato, aveva vinto maratone come Venezia, Rotterdam e Tokyo.
Tra le donne, invece, vita fin troppo facile per la Margareth Okajo, una keniana che mostrerà appieno il suo valore un anno dopo, andando a vincere la maratona di New York.
Forte di un risultato incredibile ottenuto con l'edizione numero uno, cioè prima mezza maratona in Italia e seconda al mondo, e avendo tra le mani 21,097 chilometri tra i più veloci del pianeta, la Maratonina di Udine inizia a pensare in grande. Così, nel maggio del 2001, arriva l'annuncio della candidatura per ospitare i Mondiali di mezza maratona del 2006, nonché del tentativo di pervenire quanto prima al primato del mondo della specialità, in mano a Milano dal 1998 con il 59'17'' del keniano Paul Tergat.
Nella seconda edizione le condizioni climatiche non permettono a Kosgej di esprimersi sui livelli dell'anno precedente e alla Okajo, che parte influenzata ma migliora il tempo dell'edizione 2000 di 12'', di mostrare appieno tutto il suo valore.
La terza edizione della Maratonina si apre a marzo con la notizia, da parte della Fidal, che Udine, il 29 settembre 2002, avrebbe assegnato i titoli tricolori di mezza maratona.
Nello stesso mese, il 24 marzo 2002, la Maratonina di Udine diviene una Associazione. Sì, perché una trentina di fondatori con disponibilità ed entusiasmo decidono di costituire l'Associazione Maratonina Udinese.
Al terzo tentativo la Maratonina di Udine riesce a scrivere il proprio nome in cima alla lista delle mezze maratone più veloci dell'anno con i 59'45''di Patrick Ivuti, Kenia. Migliore prestazione mondiale 2002.
Il tempo di Ivuti è stato anche il secondo miglior tempo al mondo di sempre, a testimonianza di una corsa ormai inserita a pieno titolo tra le grandi classiche tradizionali.
Si laureano campioni italiani Giuliano Battocletti e Maria Guida, fresca campionessa di maratona agli Europei di Monaco e ora testimonial dell'atletica italiana.
A inizio marzo 2003 arriva, finalmente, il certificato che attesta la conformità del tracciato udinese della Maratonina ai dettami della IAAF.
Nella quarta edizione Margareth Okajo ottiene la sua terza vittoria alla Maratonina di Udine. E che vittoria! La ragazza keniana giunge al traguardo in un'ora 7' e 23'', primato personale demolito di quasi un minuto e mezzo ma soprattutto Record mondiale stagionale femminile sulla mezza maratona e sesta prestazione di sempre sulla distanza.
Nella gara maschile la vittoria va al keniano James Kwambay, che fa fermare il cronometro sul traguardo a un'ora e 38'', terza prestazione stagionale mondiale maschile.
Nel 2004 sventola ancora la bandiera del Kenia su Udine giacché keniani sono i due vincitori della quinta edizione.
Ma anche l'Italia fa la sua bella figura grazie a una ragazza palermitana di 24 anni, Anna Incerti, che riesce a salire sul secondo gradino del podio della gara femminile, preceduta solo dalla keniana Cherono Hellen.
Nella prova maschile il keniano James Kwambay bissa la vittoria dell'anno precedente con un'ora e 22'', terza migliore prestazione stagionale mondiale.
La Maratonina del 2004 va anche ricordata come una grande edizione cosmopolita. Undici le nazionalità degli atleti che prendono il via alla competizione: Australia, Austria, Francia, Germania, Italia, Kenia, Marocco, Slovenia, Stati Uniti, Svezia e Ungheria.
La sesta edizione fa sognare più in chiave femminile che maschile. La keniana Pamela Chepchumba, fresca di maternità, vince in un'ora 09' e 09", seconda prestazione mondiale stagionale, mentre il suo connazionale Robert Kipchumba fa segnare un'ora 01'13'' alla fine di una gara decisamente tattica.
Al termine della gara il nuovo presidente dell'Associazione Maratonina Udinese, Paolo Bordon, saluta tutti ricordando l'appuntamento di novembre a Mosca dove la Iaaf assegnerà il Mondiale di Corsa su strada, per il quale la Fidal ha candidato Udine. E il 13 novembre si può esultare perché arriva da Mosca la notizia che il sogno è diventato realtà.
Udine l'ha spuntata contro Addis Abeba, Boston e Copenaghen.
In attesa del Mondiale, che si disputerà il 14 ottobre 2007, la Maratonina ha continuato la sua corsa. La settima edizione, tenutasi il 24 settembre 2006, ha visto trionfare ancora una volta il Kenya e la sua fucina di campioni. Nessun'altro Paese è riuscito a insinuarsi nei primi otto miglior tempi maschili. Evans Cheruyot ha tagliato per primo il traguardo della mezza maratona udinese con un tempo di 1 ora 18''. Posizione numero nove per festeggiare il primo atleta tricolore: Francesco Ingargiola, classe 1973, che ha fermato il cronometro a 1 ora 4'44''. In campo femminile la fortissima ungherese Aniko Kalovics, volto già noto e vincente nella nostra città, ha tagliato il traguardo per prima con il tempo di 1 ora 10'30''. L'ex nuotatrice ungherese, globetrotter e amante del triathlon, è riuscita a salire nuovamente sul podio più alto. Secondo posto per l'italiana Rosalba Console con 1 ora 11'54''.
Il tricolore sarà l'anima dell'ottava edizione della Maratonina "Città di Udine" in calendario il 27 maggio 2007. L'evento ha assegnato i titoli italiani di mezza maratona ed è stata contrassegnata da un percorso unico e flagellato dalla pioggia scrosciante, inserito completamente nel cuore della città. Per questa edizione la Fidal ha investito l'AMU del compito di organizzare il Campionato Italiano. Una gara che ha regalato spettacolo, emozioni e l'arrivo di tanti campioni "Made in Italy" del podismo che conta.
Le condizioni climatiche avverse per i disagi, ma favorevoli per le temperature, hanno rallentato leggermente una gara che ha visto tagliare il traguardo, con il miglior tempo assoluto maschile, Salomon Rotich con 1 ora 2'48'', seguito da Metto Philimon Kipkering con 1 ora 3'04'' . Terzo assoluto e vincitore del titolo tricolore si è piazzato Giuliano Battocletti, inossidabile 32enne della Cover Sportiva Mapei, con 1 ora 3'14'' che si ripete a Udine.
Sul podio femminile sono salite sul podio più alto e con il miglior tempo assoluto Nadia Ejjafini che ha fermato il cronometro a 1 ora 11'32'', seconda, vincitrice del titolo tricolore, Anna Incerti con 1 ora 11'56'', terza Fatna Maraoui con 1 ora 12'27''.
Il 14 ottobre del 2007 Udine ha accolto tutti i colori del mondo in occasione della seconda edizione del World Road Running Championships. E' stata una domenica bellissima, indimenticabile, quella dei Campionati del Mondo di corsa su strada, che il capoluogo friulano ha ospitato in una giornata di sole scintillante. La città ha risposto alla grande al richiamo dell'evento mondiale, regalando una scenografia degna di un appuntamento così importante.
Lornah Kiplagat, gazzella d'ebano, ora portacolori olandese, ha lasciando in ricordo a Udine un record mondiale indelebile: il suo 1 ora 06'25 migliora il precedente limite (appartenente alla sudafricana Elana Meyer dal lontano 1999) di 19 secondi. In più, la Kiplagat ha infranto anche il record dei 20 km con 1 ora 02'57". Seconda si è classificata la keniana Mary Keitany, letteralmente stroncata dal ritmo dell'olandese e arrivata 23" più tardi (1 ora 06'48''), seguita dalla connazionale, già vincitrice a Udine Pamela Chepchumba 1 ora 08'06''. Lontane le azzurre (Anna Incerti, 23sima, la migliore) ma con apprezzabili riscontri cronometrici.
Dopo gli emozionanti momenti della cerimonia d'apertura (con le spettacolari evoluzioni dei paracadutisti della Folgore), una festosa, numerosissima delegazione eritrea già aveva ulteriormente vivacizzato l'ambiente esternando tutta la propria gioia incontenibile per il bis iridato di Zersenay Tadese che, nella prova maschile, ha bloccato il display sul tempo di 58' 59''. Tadese nel corso dell'ultimo giro ha preso il controllo della situazione piegando la resistenza della forte formazione keniana, risultata la migliore nonostante il rendimento al di sotto delle aspettative di Samuel Wanjiru: il Kenia ha difatti intascato argento e bronzo con Patrick Musyoki 59'2'' ed Evans Cheruiyot 59'5''.
Ruggero Pertile (32°) il migliore dei nostri nonostante una caduta in partenza che ha coinvolto anche Stefano Andriani: priva di Stefano Baldini, la squadra ha fatto il possibile in una gara certamente non molto fortunata.
Il Kenia è uscito, dunque, vincitore da questi mondiali, come nazione: due doppi podi nell'individuale, ma due ori pieni nelle classifiche a squadre.
Il 28 settembre del 2008, dopo aver insignito con i titoli mondiali gli atleti più forti del pianeta con i Mondiali di corsa su strada, Udine ha accolto la nona edizione della Maratonina "Città di Udine", competizione arricchita di un percorso ripensato e completamente nuovo.
Accanto alla competizione pura, l'Amu ha sempre puntato sui valori dello sport dando ampio spazio a corse e iniziative parallele. In calendario, ogni anno, la gara degli atleti disabili (carrozzelle e cicloni), la Straudine (corsa non competitiva), la Minirun (riservata ai bambini) e la più recente Corsa con i cani.
Visti i risultati in termini di adesioni, pubblico e i tempi cronometrici (primi due posti sotto l'ora) la Maratonina "Città di Udine" è ormai parte della storia sportiva della capoluogo friulano e patrimonio della regione. I 21,097 chilometri della mezza maratona udinese si è rivelata una passerella di fuoriclasse. La 9a edizione della Maratonina "Città di Udine" ha messo sul podio più alto Benson Barus che con il tempo di 59'41'' ha superato il miglior tempo registrato a Udine, nel 2002, da Patrick Ivuti (59'45''). Sul podio numero due è salito un altro keniano, John Kiprotich, che con soli 3 secondi di distacco ha fermato il cronometro a 59'44''. Al terzo posto assoluto si è piazzato l'etiope Lilesa Gemechu Feyisa con il tempo di 1 ora 02''26''. Tra le donne una riconferma importante per Udine e il podismo europeo schiacciato, negli ultimi anni, da quello africano, l'atleta ungherese Anjko Kalovics. Seconda vittoria per lei nel capoluogo friulano, la prima risale al 2006, con il tempo di 1 ora 10'08''. Seconda classificata, la diciottenne timidissima Mare Dibaba, con il tempo di 1 ora 10'32''. Terza si è piazzata un'altra etiope, Masresha Azalech con il tempo di 1 ora 10'35''.
L'appuntamento podistico della mezza maratona udinese costituisce una vetrina sempre più ampia per il territorio e le sue potenzialità. Fin dalla nascita l'evento Maratonina improntato alla corsa, disciplina sportiva che condensa sacrifici, passione e valori, ha costituito un'occasione sociale di scambio e confronto ma, soprattutto, una festa dello sport importante a cui prendere parte.
Il prossimo appuntamento è per l'autunno 2009.