Inverno Duemila. Il mondo del podismo regionale viene scosso da una notizia bomba: Udine avrà finalmente la sua maratona, pardon m-a-r-a-t-o-n-i-n-a, cioè 21 chilometri e 97 metri, esattamente mezza maratona. Si sa che si correrà il 1° ottobre - in contemporanea con la maratona olimpica di Sidney - e che partenza e arrivo sono in piazza 1° Maggio. Ma ... chi è che l'organizza?
La risposta arriva presto, ed è di quelle che lasciano sbalorditi. Perché dietro la maratonina di Udine non c'è una società di atletica, nossignori, bensì il Lions Club Udine Duomo della presidentessa Elettra Venuti, che intravede nella manifestazione podistica la possibilità di centrare una serie di obiettivi importanti. Come promuovere l'immagine di Udine e del Friuli, avvicinare la gente - specie i giovani - alla regina degli sport, suscitare solidarietà devolvendo l'utile della rassegna in beneficenza. Finalità grazie alle quali Aristide Orzincolo, presidente del comitato organizzatore, non ha difficoltà a trovare proseliti, sia sul piano operativo - vedi Comune di Udine, Polisportiva Studentesca Udinese e sezione di Udine dell'Associazione Nazionale Alpini - sia sul piano economico - vedi Banca Popolare Udinese, lo sponsor ufficiale, puntuale come sempre nello scendere in campo quando le iniziative sono quelle giuste.
E poiché sovente si suole misurare l'eccezionalità di un evento con un numero, ecco allora comparire il 92, ossia gli anni che sono passati dalla prima e unica maratonina corsa a Udine. Nel lontano 1908 Giardin Grande si chiamava ancora Piazza Umberto I, le maratonine non avevano una lunghezza precisa, giacché bastavano dieci chilometri, più o meno, e a vincere era un giovane operaio di Feletto, tale Leonardo Feruglio.
"Città di Udine". Chiaro che per mettere Udine sotto i riflettori non è sufficiente chiamare la maratonina "Città di Udine". C'è bisogno di una corsa internazionale, con atleti di fama e prestazioni tra le migliori al mondo dell'anno.
Per l'élite del podismo si fanno subito i nomi di maratoneti di spessore, dal vincitore di New York '96 Giacomo Leone all'argento europeo '98 Danilo Goffi, allettati da un montepremi secondo in Italia solo alla StraMilano e non distratti, pare, dalle altre nove maratonine che il 1° ottobre si correranno in Italia. In primis la Trieste-Aurisina, o Maratonina del Carso, che - si maligna - ha l'obiettivo di non portare nel capoluogo friulano i podisti giuliani, primo atto di uno scontro non poi così sotterraneo tra Maratonina di Udine e Maratona di Trieste che prosegue a tutt'oggi.
Per i risultati cronometrici, invece, Ennio Della Mea studia un percorso veloce, anzi velocissimo. La pendenza massima è del sei per mille e si concentra tutta nei primi chilometri, quando lungo viale Tricesimo si raggiunge Adegliacco. Poi arriva una lunga discesa, a favore di vento e con poche curve, che passa per Feletto Umberto, lo Stadio Friuli, via Martignacco, la circonvallazione fino a piazzale D'Annunzio e il centro storico da via Aquileia. Dopo averlo provato Venanzio Ortis, il carnico campione europeo dei 5 mila metri a Praga nel 1978 nonché testiomonial della Maratonina, si lascia andare e profetizza: "ci sono tutti i numeri perché questo diventi un grande appuntamento del podismo mondiale".
StraUdine e MiniRun. Diffondere la passione dell'atletica tra le gente non è cosa facile. Serve un percorso non competitivo più breve, diciamo sette chilometri e poco più, battezzato presto StraUdine. Ma serve anche pensare ai più piccini, dal momento che per loro può bastare una MiniRun, un chilometro e mezzo attorno alla collina del Castello. Ecco allora che a scendere in strada per sgambettare o passeggiare ci saranno tutti, giovani e anziani, disabili - per i quali è prevista una categoria ad hoc nella maratonina competitiva, con tanto di montepremi - e normodotati, sportivi e non. Insomma, una sorta di sorella della "Udine Pedala", che però va a piedi e non in bici. E per l'occasione Piazza 1° Maggio verrà vestita a festa, con una scenografia pensata dall'architetto Gianni Verona e dominata dal portale sotto cui si parte e si arriva.
Solidarietà. Solidarietà è una parola sin troppo usata, talora forse abusata. Ma non in questo caso. Basta guardare il logo della kermesse, il ritaglio di una colomba che racchiude in sé i celebri segni di Giorgio Celiberti. Gli alfabeti e le numerazioni del maestro udinese hanno un significato palese: la pace, la fratellanza, la solidarietà sono figlie del dialogo e della comprensione, in cui ci si imbatte solo se il linguaggio è comune e universale, come comune e universale è lo sport. E, a rendere inequivocabile il messaggio del logo, si affianca uno slogan: "corri per chi non può correre".
Gli eventi collaterali. Ad anticipare la corsa, sull'esempio di molte altre manifestazioni podistiche, si organizzeranno tre eventi collaterali di spessore. Il primo si terrà il venerdì sera nel salone del parlamento del Castello ed è la presentazione ufficiale della Maratonina, con tanto di concerto lirico. Il secondo, invece, avrà luogo il sabato mattina nella sala Ajace del Comune ed è il primo convegno di medicina sportiva dal titolo "Fatica e doping, attualità e prospettive". Il terzo, infine, avverrà il sabato sera sul sagrato del Duomo ed è il "concerto barocco di fine estate" con l'orchestra della Società Filarmonica di Udine.
La vigilia e la linea verde. Ad animare l'avvicinamento alla Maratonina sono i nomi dei protagonisti annunciati. Messi nel cassetto i Leone e i Goffi, ecco spuntare quello di un tanzaniano di 18 anni, Phaustin Baha, e quello di un keniano di 32, Japhet Kosgei, come dire l'esperienza del vecchio contro l'entusiasmo del giovane. Ma è l'intera starting list maschile a impressionare, con atleti in grado di avvicinare, se opportunamente stimolati dalle lepri di turno, l'ora di corsa, anche meno. Per le donne, invece, bisogna aspettare il sabato per registrare l'iscrizione di alto livello, quella della keniana Margareth Okajo, 24 anni.
Tuttavia, non di soli nomi è fatta la vigilia della Maratonina. Colpisce il sito realizzato per la rassegna dalla Clever Interactive di Roberto Zilipo. Colpisce l'esternazione di Carolina Morace in un convegno a Palmanova sui premi della Maratonina, non equiparati tra uomini e donne. Colpisce soprattutto la striscia verde verniciata sull'asfalto per indicare agli atleti la linea ideale dei 21 chilometri. Su quella linea verde, di un verde marziano che non è il rassicurante bianco, giallo, blu che solitamente si incontra sulle strade, si inseguono per giorni ipotesi cervellotiche e leggende metropolitane: si va dalla campagna promozionale di una catena di distributori al limite per il parcheggio delle auto, dalla pista "semiciclabile" al tracciato per le fibre ottiche comunali...
La gara. "Sono le 10.15 quando parte la 1a Maratonina "Città di Udine". Il colpo d'occhio è di quelli che non si dimenticano: un serpentone di mille persone, uomini e donne, agonisti e amatori che si allunga sotto il portale di piazza 1° Maggio in direzione viale della Vittoria. Servono quasi trenta secondi per farli passare tutti sotto la linea di partenza e per un attimo sembra davvero di essere a una grande maratona metropolitana, Venezia o New York, fate voi".
Apre così il Messaggero Veneto del lunedì. Con quei mille agonisti a cui si devono aggiungere i duemila e passa di StraUdine e MiniRun, un bagno di folla che stupisce persino gli organizzatori, poiché se è vero che già il sabato si parlava di migliaia di persone in gara è vero anche che alle parole bisogna far seguire i fatti, e portare in piazza tutta quella gente non è cosa da poco, soprattutto con un tempo incerto che, per fortuna, diventerà pioggia solo a manifestazione iniziata.
Non passa sotto silenzio neppure il tempo del vincitore Kosgei, un 60 minuti e 22 secondi che alla fine dell'anno metterà Udine al secondo posto tra le mezze maratone del 2000 dietro Malmoe. Del resto Kosgei in passato aveva vinto maratone come Venezia, Rotterdam, Tokyo, e poteva contare sull'aiuto dei compagni del Fila Team per mettere sotto Baha. Tra le donne, invece, vita sin troppo facile per la Okajo, una che mostrerà appieno il suo valore un anno dopo appena, andando a vincere la maratona per antonomasia, New York.
Ma sono tante, troppe le foto da mettere nell'album dei ricordi di quella che molti ricorderanno soprattutto come una giornata di festa: Venanzio Ortis che segue la gara maschile in bicicletta per raccontarla a chi è in piazza; la piccola banda militare che suona il tema de "I predatori dell'arca perduta" prima della partenza; il traffico domenicale andato letteralmente in tilt - con atti di inciviltà pura da parte degli automobilisti - nella giornata che doveva lasciare il capoluogo friulano senz'auto; la sfida tra assessori comunali ma senza il sindaco Sergio Cecotti, rimasto sotto i tendoni a motteggiare; il fantasma di Heider; i passaggi delle Frecce Tricolori; il pasta-party preparato dagli alpini.
Il commento finale è semplicemente unanime: complimenti e... arrivederci al 2001.