Polemiche e gemellaggi. Titoli e occhielli tratti da un articolo uscito sul Messaggero Veneto il 7 gennaio 2001: Sport, tutti i soldi a Trieste - Anche nell'atletica si ripropone la questione di una ripartizione squilibrata - Orzincolo: a loro il 15% dei contributi regionali, a noi 30 milioni.
Sì, perché forte di un risultato incredibile ottenuto con l'edizione numero uno, cioè prima mezza maratona in Italia e seconda al mondo, la Maratonina "Città di Udine" decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe a mezzo stampa, a partire da una contribuzione regionale che prevedeva quasi 400 milioni di vecchie lire per gli organizzatori della Maratona di Trieste - appena 85a tra le maratone planetarie, osservava con qualche imbarazzo Orzincolo nell'articolo sopra citato - e solo 30 alla manifestazione friulana. Ma ce n'è anche per la Fidal regionale, rea di aver messo in calendario nel Duemila nella stessa giornata Maratonina del Carso e Maratonina di Udine, come dire 400 atleti in meno a Trieste e 400 atleti in meno a Udine. A ben vedere, però, più che di sassolini trattasi di macigni, al punto che Franco Bandelli, l'organizzatore di Trieste, si premura in tutta fretta di indire un gemellaggio tra le due manifestazioni. Che, nonostante le tante belle parole spese a destra e a manca, non andrà oltre il reclamizzato "Trieste corre a Udine", ossia un pullman mezzo vuoto di podisti giuliani che stabiliscono di raggiungere insieme piazza 1° Maggio il 31 settembre, cioè il giorno della gara.
Che la parola gemellaggio vada di moda nell'inverno 2001 lo dimostra anche l'allestimento del "Grand Prix Arteni", un circuito che collegherà con una premiazione finale le tre maggiori rassegne podistiche del Friuli, ossia Memorial Giacomo Romano di Povoletto (corsa campestre, 18 marzo), Corrinfesta di San Daniele (corsa su strada, 26 agosto) e Maratonina di Udine. Sembra l'inizio di una inusuale collaborazione nel rissoso mondo dell'atletica. Solo sembra, però, dal momento che la prima edizione del Grand Prix rimarrà anche l'ultima.
Polemiche e 11 settembre. Altri titoli e occhielli tratti da un articolo uscito sul Messaggero Veneto il 5 settembre 2001: Pari opportunità alla Maratonina: premi uguali per tutti - Un assessore si tassa, Comune e Banca di Udine contribuiscono e le donne saranno ricompensate come gli uomini.
Succede che l'assessore alle pari opportunità del Comune di Udine, Rita Nassimbeni, ripescando le osservazioni fatte l'anno prima da Carolina Morace sulla disparità tra montepremi maschile e femminile, decide di intervenire di tasca propria per equipararli. La risposta di Orzincolo, memorabile, non si fa attendere. Spiega che, sull'esempio delle altre manifestazioni podistiche, il criterio per il montepremi è la partecipazione, e quindi i premi femminili sono inferiori a quelli maschili perché in gara il rapporto tra uomini e donne è dieci a uno. Spiega che si parla di parità per le donne ma non per i disabili, "quasi ci fosse del pudore a dare 6 milioni al primo e alla prima disabile classificati". Spiega soprattutto che, non proponendo un criterio alternativo per il montepremi, la vicenda nasce "più per esigenze di personalismo e propaganda che per una vera sensibilità al problema". Come è possibile immaginare, sia in seno al comitato organizzatore che in seno al consiglio comunale scoppia il caos.
Per pochi giorni, però. Perché un martedì pomeriggio gli Stati Uniti subiscono il più grande e spettacolare attentato terroristico che la storia ricordi. Di fronte all'11 settembre una leziosa questione su un premio femminile non all'altezza di quello maschile può e deve passare in secondo piano.
Mondiali 2006 e record del mondo. Polemiche a parte, avendo tra le mani i 21 chilometri più veloci del pianeta, la Maratonina di Udine inizia a pensare in grande. Così, nella conferenza stampa di maggio arriva l'annuncio della candidatura per ospitare i Mondiali di mezza maratona del 2006, nonché del tentativo di pervenire quanto prima al primato del mondo della specialità, in mano a Milano dal 1998 con il 59'17" di Paul Tergat. Proprio sull'ingaggio del keniano si favoleggerà a lungo in estate.
Eventi collaterali, si cambia. Gli eventi collaterali della prima edizione della rassegna erano stati eventi culturali, concerti e convegni per intenderci. Per la seconda edizione si cambia registro e vengono proposti soprattutto eventi sportivi.
Il primo arriva già in primavera e sono gli "Stages di Corsa", che in breve tempo cambieranno nome divenendo i "Corsi di Corsa". L'iniziativa ha come scopo la preparazione fisica dei runner alla corsa friulana. A maggio vanno in scena le lezioni teoriche, che spiegano cosa succede al nostro organismo quando si corre e come ci si deve attrezzare al meglio per la corsa, con tanto di ospite prestigioso, cioè l'ex maratoneta Laura Fogli. Da giugno a novembre, invece, si svolgono le lezioni pratiche al Parco del Cormor di Udine con i tecnici Stefano Chiabai e Daniela Spilotti. Per gli Stages - anticipa l'assessore allo sport del Comune di Udine Faustino Anzil - si provvederà addirittura all'illuminazione notturna dell'area. E quando il giro nel parco, poco più di un chilometro, inizia ad ssere troppo breve per gli allievi, si giunge alla realizzazione di circuiti fissi che portano i podisti fino alle vicine colline.
Sabato 23 settembre è il turno della corsa ad orientamento con il "Trofeo Tre Nazioni", che vede sfidarsi Italia, Austria e Slovenia su una cartina, quella di Udine, appositamente realizzata per l'evento. Paolo Di Bert, l'organizzatore, aprirà la gara anche agli studenti di medie e superiori con il "1° Meeting Studentesco". Non poteva fare di meglio: nonostante la pioggia, sono centinaia i ragazzi in gara. Il convegno di medicina sportiva viene riproposto anche nel 2001, il venerdì e il sabato prima della rassegna, questa volta sul tema "La donna e lo sport", mentre un'ulteriore novità è rappresentata dall'annullo filatelico postale della Maratonina.
Piove. "La Maratonina di Udine ieri mattina si è svegliata con un iscritto in più, la pioggia, che già lo scorso anno aveva provato a rovinare la festa in piazza 1° Maggio, scendendo copiosa proprio al termine della gara. Quest'anno ha fatto la sua comparsa prima, mandando all'aria la partecipazione popolare su StraUdine e MiniRun, che i 2.500 iscritti raccolti sabato sera lasciavano presagire. Niente ombrelli, niente mantelline: gli udinesi hanno preferito rimanere a casa, snobbando quella che doveva essere la loro corsa e i fini venefici che l'animavano. Peccato".
Il Messaggero Veneto apre così il giorno dopo. Apre sulla pioggia che flagella la Maratonina e che fa passare in secondo piano i mille agonisti, i traguardi volanti istituiti ogni cinque chilometri per tenere alta l'andatura, le lepri marocchine, l'automobile messa in palio per il record del mondo, l'annunciata vittoria bis dei keniani Kosgei e Okajo. Le condizioni climatiche, infatti, non permettono a Japhet di esprimersi sui livelli dell'anno precedente e a Margareth, che parte influenzata ma migliora il tempo dell'edizione 2000 di 12 secondi, di mostrare appieno tutto il suo valore un mese prima della vittoria alla maratona di New York.
Ma a bruciare è specialmente la diserzione in massa nelle due gare competitive, StraUdine e MiniRun, con al via solo un terzo degli iscritti del giorno prima, giacché la domenica non si iscrive praticamente nessuno. A lamentarsi della scarsa partecipazione non sono solo gli organizzatori ("doveva essere una festa per la città e la città non c'era: fossimo stati a Padova avremmo avuto cinquemila persone") ma pure gli stessi corridori ("Una città molto fredda. Nessuno che applaudisse per strada... Bruttissimo e vergognoso. Non ho mai visto una maratonina così").
Tuttavia, di una seconda edizione più bagnata della prima e che fa esclamare a qualcuno "una parte del budget il prossimo anno riservatela al Padreterno per un po' di sole", è il ricordo di una storia, una sola, che resterà negli annali, quella di Michele Milan, trentenne disabile di Flaibano. Michele soffre di tetraparesi spastica dalla nascita e, nonostante il destino lo costringa all'immobilità di una carrozzina, decide di correre la Maratonina con l'aiuto di un compaesano Argeo Bizzaro, che lo spingerà sotto la pioggia lungo tutto il percorso. "È stato bellissimo partecipare - commenterà al traguardo. Lo rifarei cento, mille volte ancora".