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2002 - Terza edizione

Il campionato italiano. La terza edizione della Maratonina si apre a marzo con una notizia che era nell'aria sin dal termine della seconda e che non aspettava altro che l'ufficializzazione da parte della Fidal: il 29 settembre Udine avrebbe assegnato i titoli tricolori di mezza maratona, precisamente il 96° maschile e il 23° femminile. L'eccezionalità dell'evento era testimoniata dal fatto che in regione non si era ancora disputato questo tipo di manifestazione nonostante una storia più che centenaria, cominciata a fine Ottocento quando il running si chiamava corsa pedestre e l'atletica leggera italiana cominciava a muovere i suoi primi passi. Solo qualcosa di simile accadeva nel lontano 1930, giacché proprio in quell'anno nel capoluogo friulano si disputò l'intera maratona tricolore maschile, non la mezza.
La scelta da parte della Fidal della Maratonina "Città di Udine" come campionato italiano di maratonina non era affatto casuale. Colpiva la capacità tecnica e organizzativa di una rassegna che in un paio d'anni aveva letteralmente bruciato le tappe, arrivando a risultati cronometrici tra i migliori al mondo e a una partecipazione che si poteva già misurare in migliaia di podisti. E un aiuto in più per l'assegnazione del campionato arrivò anche dal tarvisiano Luciano Baraldo, consigliere nazionale della Fidal.

L'Associazione Maratonina Udinese. Mercoledì 24 marzo 2002 la Maratonina di Udine divenne una... associazione. Sì, perché una trentina di fondatori con disponibilità ed entusiasmo decisero di lanciare un forte segnale di controtendenza al mondo dell'atletica regionale, da anni in crisi profonda. Per spiegare i motivi e gli obiettivi che sono tuttora alla base dell'Amu, ecco quali furono le parole del presidente, Aristide Orzincolo. "Il nome dell'associazione spiega il motivo per cui è stata fondata. Dopo due anni di vita il comitato organizzatore della Maratonina di Udine sentiva la necessità di un'identità che andasse oltre l'assieme delle singole società organizzatrici. Pertanto, l'associazione è formata da membri del Lions Club Udine Duomo, del Comune di Udine, della Polisportiva Studentesca Udinese e della sezione di Udine dell'Ana. Tuttavia, l'obiettivo non è solo quello di organizzare la Maratonina oggi, ma anche fare atletica leggera agonistica domani. Questo perché se è vero che la Maratonina è uno straordinario veicolo di promozione per l'atletica, è altresì vero che, per non rimanere fine a se stessa, quella promozione ha bisogno di una squadra che raccolga quanti intendano praticarla".

Jury Chechi e Maria Guida, la strana coppia. Stefano Baldini sì, Stefano Baldini no. Fu questo il dubbio che animò l'estate della Maratonina. Alla fine fu Baldini no, dal momento che il più forte podista italiano in circolazione scelse di snobbare il campionato italiano e iscriversi alla maratonina di Newcastle, in programma il weekend dopo Udine. C'è chi dice che fu soprattutto un problema di soldi, chi invece che l'atleta di Reggio Emilia, stante una condizione approssimativa, non avesse alcuna voglia di andare incontro a una sonora sconfitta. Fatto sta che, per correre ai ripari, Fidal e organizzatori si rivolsero a Maria Guida, fresca campionessa europea di maratona agli Europei di Monaco. Non fu un ripiego, tutt'altro, poiché sulla scia del successo in terra tedesca la napoletana stava divenendo proprio in quei giorni un'autentica star, ospite in tv a "Miss Italia", a "La vita in diretta", addirittura allo show del sabato sera di Gianni Morandi, e persino ospite sulle passerelle della moda milanese grazie a Laura Biagiotti.
Ma anche la StraUdine trovava il suo uomo immagine grazie a Enzo Cainero. Perché la terza edizione della Maratonina di Udine era stata inserita nel calendario delle manifestazioni collaterali alle Universiadi Invernali di Tarvisio del 2003, e il project manager Cainero era riuscito nell'impresa di convincere uno dei testimonial dei Giochi universitari, il celebre Jury Chechi, a scendere in strada nei sette chilometri e rotti della StraUdine. Il ginnasta medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atlanta se la sarebbe dovuta vedere in una sfida allo stesso tempo curiosa e inedita con Venanzio Ortis, una sfida che ad oggi non conosce il vincitore...

Eventi collaterali, un successo. Mai come per l'edizione numero tre della Maratonina è possibile parlare di successo per gli eventi collaterali. Ormai assodato per i Corsi di Corsa e l'annullo postale filatelico - ed ecco perché furono riproposti -, inatteso per gli altri.
Si cominciò il sabato mattina con il "2° Meeting Studentesco" di orienteering, con in gara qualcosa come duemila studenti che, in una splendida giornata di sole, affollarono le vie del centro storico. Si proseguì nel pomeriggio in piazza Matteotti con l'exposport, la fiera espositiva degli sponsor della Maratonina, e la consegna dei pettorali agli atleti di élite. E a rendere spettacolare quel pomeriggio nel salotto buono di Udine ci si mise pure Alessandro Talotti, reduce da un importante quarto posto ai campionati europei di Monaco. La dimostrazione di salto in alto che mise in scena il saltatore friulano, una sorta di "Talotti show", fu seguita dagli allenatori Enzo Del Forno e Luca Toso, già primatisti italiani e olimpionici della disciplina, e giudicata da due... miss.
L'avvenimento che maggiormente impressionò i media, tuttavia, fu la presenza alla StraUdine dei 250 ragazzi del Collegio del Mondo Unito di Duino in rappresentanza di ben 75 Paesi. In particolare di due di loro, l'israeliana 17enne Shir Givoni e il palestinese 18enne Amro Shurrab, che dettero il via alla manifestazione con il rituale del nastro tagliato e del volo delle colombe. Un gesto simbolico e carico di significati di pace, che cadeva in uno dei momenti più bui del conflitto in Medioriente e che spinse il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a scrivere un messaggio alla Maratonina. Eccone il testo. "Esprimo vivo apprezzamento agli studenti del Collegio del Mondo Unito per la partecipazione alla terza Maratonina di Città Udine organizzata in nome dell'amicizia fra i popoli. L'attività sportiva fondata su regole di uguaglianza e solidarietà sostiene i giovani nel processo di maturazione della loro personalità nella consapevolezza dei diritti e dei doveri. Con questi sentimenti, invio agli organizzatori e ai giovani partecipanti un saluto cordiale e un augurio".

Finalmente il sole. "59'45", Patrick Ivuti, Kenia. Migliore prestazione mondiale 2002. Al terzo tentativo la Maratonina di Udine riesce nell'impresa di scrivere il proprio nome in cima alla lista delle mezze maratone più veloci dell'anno. E lo fa addirittura con due tempi perché, oltre al tempo di Ivuti, compare quello di Philip Rugut, 59'53", a precedere il 60'06" che Robert Cheruiyot ha ottenuto alla Roma-Ostia di febbraio. Il tempo di Ivuti è anche il secondo miglior tempo al mondo di sempre, a testimonianza di una corsa che ormai si è inserita a pieno titolo nel novero delle grandi classiche tradizionali".
Il Messaggero Veneto questa volta comincia così, col record mondiale stagionale a soli 28 secondi da quello mondiale, un po' come se l'Udinese avesse vinto la Coppa Intercontinentale. Merito di un formidabile keniano di 24 anni, certo, ma merito anche di Renato Bonin, ossia di chi è riuscito a portare a Udine prima i Kosgei e le Okajo, poi gli Ivuti e i Rugut. Per non parlare del campione italiano Giuliano Battocletti, terzo al traguardo, o della campionessa italiana Guida, quarta in una gara vinta dalla seconda dell'anno prima, la keniana Anne Jelagat. Proprio l'alloro tricolore sembra passare in secondo piano a causa della grande prestazione dei keniani, una presenza a dire il vero non molto gradita dagli addetti ai lavori in occasione di un campionato italiano.
Keniani a parte, non si possono dimenticare le quasi quattromila persone che hanno complessivamente affollato le tre competizioni, Maratonina, StraUdine e MiniRun, grazie a una giornata senza l'ombra di una nuvola. O la gara di Roberta Brunet, la forte mezzofondista aostana che tornava alle gare dopo due anni di assenza esordendo sulla mezza maratona a 37 anni. O ancora il titolo juniores vinto dal friulano Stefano Scaini a 12 secondi dal primato di categoria di un certo Panetta. O semplicemente le affermazioni di Battocletti al traguardo ("Forse è cercare il pelo nell'uovo, ma se Udine elimina gli ultimi due chilometri sul pavé, diventa il tracciato più veloce del pianeta"), che di fatto anticipano le modifiche al percorso fatte per l'edizione numero quattro.

La linea verde, ancora lei. Ma la Maratonina 2002 si conclude nel modo più imprevedibile, ovvero con una denuncia ai vigili urbani per imbrattamento del suolo pubblico. Colpa della famigerata linea verde, che di anno in anno a fine settembre aveva fatto la sua comparsa sulle strade del percorso. Risultato: una multa e l'intimazione a provvedere alla sua cancellazione. Come farlo? Beh, invitando i partecipanti a rifare il tracciato muniti di gomma...

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